Questo è un post che potrà attirare insulti ma tant'è, ogni tanto ci vuole.
Sto ricevendo, su fb, diverse sollecitazioni a intervenire o prendere posizione sull'argomento della protesta dei forconi e la cosa, da una parte, mi lusinga parecchio, perchè vuol dire che qualcuno pensa che io abbia un pò di credito, dall'altra mi preoccupa, perchè di solito si chiede consiglio agli anziani se un pò rincoglioniti meglio ... sob! sob!
Detto questo tra i diversi messaggi che ho ricevuto su fb, condivido il botta e risposta di uno di questi per esprimere il mio punto di vista:
"caro mauro ! tu che giri così tanto , tu che conosci così tanta gente ... fai sentire la voce della sicilia ! parla dei movimento dei forconi ! la forza del gruppo siamo noi tutti ! devono aggregarsi tutte le regioni per smuovere qualcosa , senno' sara' tutto inutile ! magari prima di iniziare la presentazione del vostro libro .. due paroline su quel che sta' succendendo dato che i tg nazionali continuano con il silenzio ! grazie !"
All'amica di fb ho risposto in questo modo:
"Ciao amica, grazie per la considerazione che hai per me, mi inorgoglisce molto. Non volermene ma non parleremo del movimento perchè nelle nostre presentazioni non diamo nessuna connotazione di tipo politico. A costo di sembrarti estremista questa secondo me non è la strada giusta. Cosa succederebbe se lo facessero i medici, e non esistesse la precettazione, o se tu ti trovassi in emergenza bloccata perchè non ti puoi muovere perchè sei senza benzina ecc...? E' un caso estremo naturalmente quello che cito giusto per fare un esempio. Se si vogliono far cambiare le cose bisogna avere una coscienza etica personale, per esempio quando è ora di andare a votare, scegliere il cambiamento e non il clientelarismo, la correttezza e non la raccomandazione, la strada più difficile e non la scorciatoia. Come diciamo nelle nostre presentazioni: lo Stato siamo noi, ognuno di noi e se siamo in questa situazione solo noi possiamo cambiare.
Tutte le persone devono aggregarsi, hai ragione, cambiando io lo posso fare, tu lo puoi fare, ognuno lo può fare.
Nel mio mestiere mi capita spesso gente che si lamenta urla e strepita ma poi non è produttiva, cerca di fregare su tutto e viene da me a chiedermi "il favore" per il figlio o per il nipote tanto ... non costa nulla.
Invece costa, costa un prezzo altissimo: quello che stiamo pagando.
In ogni caso come stai vedendo la rete amplifica e permette il dilagare della protesta con una velocità enorme, impensabile solo pochi anni fa. La domanda che ci si deve fare però è: oltre alla protesta, qual'è il progetto?"
Oltre la piazzata eclatante, se pur condivisibile, cosa ognuno di noi è disposto a fare?
Questa è la risposta che secondo me ci si deve dare. Le rivoluzioni non si fanno in piazza, o meglio: in piazza di solito ci si fa del male. Ma si fa del male la povera gente i veri responsabili continuano a fomentare la piazza godendo come dei mandrilli. Per ora, e ripeto per ora, siamo ancora una democrazia e ognuno di noi sa, il contributo che ha dato per trovarsi in questa situazione, il voto che ha dato, la scelta che ha fatto. La soluzione? Cambiare per il bene comune e non per la promessa di un avanzamento, di un posto al sole o di un gelato al limone o una bagna caoda fatta bene.
E' semplice? Assolutamente no, ma la vita non è un giardino di orchidee e come dice sempre il mio amico Salvatore Vella: c'è sempre un prezzo da pagare.
Non scegliere ha un prezzo.
La protesta, di qualsiasi genere, cura gli effetti non le cause. Per fortuna, anche se questo può sembrare utopico o incredibile, noi, insieme possiamo fare qualcosa per mettere lì cause positive i cui effetti si vedranno nel futuro.
Il prezzo da pagare in questo caso? Il nostro sistema è così malato che lo dobbiamo fare gratis: non ne vedremo noi il beneficio ma possiamo fare qualcosa perchè le generazioni future ne possano beneficiare. Questo è il prezzo!
E' facile attivarsi per avere un beneficio personale immediato. Il difficile è farlo sapendo che lo fai perchè sai che è giusto farlo e magari non ne beneficierai tu.
Io spesso, troppo spesso, non ci riesco, ma ci sto provando. E tu?
Il mantra di questo post è: cambioaggratiscambioaggratiscambioaggratis

Sono tra quelli che ti ha sollecitato un parere su questo movimento. Su facebook e twitter se ne leggono di tutti i colori e io volevo il punto di vista di uno che, pur girando come una trottola per l'Italia, ha base in sicilia.
Mi hai risposto come alla amica citata in questo tuo post. E mi hai anticipito che avresti scritto ancora qui.
Nel ringraziarti ti ho detto che non volevo un parere politico, ma quello di un siciliano intelligente.
E non mi sbaglìavo. Perchè è intelligente dare un punto di vista che ti obbliga a guardare più in la, oltre l'orizzonte. A considerare aspetti che non avevi visto, anche se erano proprio li in evidenza.
È ovvio che concordo in pieno con quanto dici, ho sempre cercato di comportarsi proprio così, ma mi si stava esaurendo la carica. Questo articolo l'ha rinnovata.
Ora non ci resta che tentare di diffondere questo virus e sperare che anche quel movimento si trasformi in un cambiamento radicale.
Sai, in argentina ho vissuto qualcosa di simile. La chiamarono "cacerolazo" quella protesta, perchè la gente comune scese per le strade con le pentole e mestoli, da usare come tamburi. Ma fecero cadere un governo e rinnovarono tante cose. Non ci son riusciti del tutto e in tutto. Ma è stato un inizio.
Speriamo che anche qui, questi forconi si trasformino in un cambiamento del tipo che illustri.
Scritto da: Claudio Marchiondelli | 18/01/12 a 22:20
Grazie Claudio per il tuo commento.
ah... non sono Siciliano ma Piemontesevaldostanoemilianosiciliano cittadino del mondo come tutti noi.
La cosa bella, impensabile solo qualche anno fa è che oggi tramite questi social si può tornare a fare politica. La rete è un enorme agorà dove ci possiamo confrontare. Renato, un amico di fb, che ha commentato là questo post parla di "popolo inteso come la parte politicamente attiva e consapevole del paese" ed ha ragione. Oggi non si fa più politica. Siamo anestetizzati stupidi e ottusi: un conto è andare in piazza perchè hai delle idee, un'altro è perchè te lo dicono o per far casino fine a se stesso. Il progetto, dov'è il progetto?
Per questo io penso che oggi più che mai i cambiamenti siano possibili. Dipende da noi. Come sempre :-)
Scritto da: mauringhio | 18/01/12 a 22:35
Anche la vita che ci è stata donata non l'abbiamo pagata, l'abbiamo avuta gratis!
E quindi diamoci una mossa, non perché e avremo un ritorno immediata ma semplicemente perché è giusto.
grande mauringhio!
Scritto da: Gabriele Granato | 20/01/12 a 13:38