guerrilla marketing

Il marketing cosa è? Andare alle feste spendendo soldi mentre altri lavorano

Il marketing che cosa è? Andare alle feste spendendo soldi mentre altri lavorano.

Spesso questo è quello che pensa la gente del marketing, è la realtà, altrimenti non si spiegherebbe come mai tantissime p.m.i. non fanno marketing limitandosi a spendere un po' di soldi in singole azioni di cui non hanno né strategia e né traccia.

Io mi occupo di mktg (mktg vuol dire marketing) da molti anni e ancora adesso tanta gente pensa che io passi tutto il giorno a perdere tempo non capendo esattamente cosa faccio. Una volta non me lo dicevano chiaramente perché con il marketing tradizionale la gente non vede cosa fai, ora, con i social media, essendo molto più semplice vedere cosa fai questa errata percezione è ancora più grande.

Per fortuna mia, tanti miei concorrenti pensano la stessa cosa e il marketing non lo fanno per davvero, non sanno cosa c'è dietro e soprattutto non sanno che l'80% del marketing è duro lavoro oscuro di miniera che va fatto tutti i giorni, tutti i giorni, tutti i giorni con lo scopo di creare relazioni di valore con i tuoi potenziali clienti PRIMA di chiedere appuntamenti di vendita.

Il marketing deve permettere di farti conoscere prima, di far avere la percezione di te prima, in modo che, quando chiederai l'appuntamento di vendita sia tutto più semplice, non facile, ma più semplice si, si può fare e sarebbe quanto meno da sprovveduti non farlo.

Se ti fermi, o lavori ad elastico, tutto si ferma, non puoi fare mktg solo quando ne hai bisogno, così come non puoi vendere solo quando hai poco fatturato. E' così. Amen

Chi vende deve fare mktg, per se stesso e per l'azienda in cui lavora. Le aziende devono fare mktg per loro e per i loro commerciali sul campo.

Mai come oggi è difficile, ma, mai come oggi è accessibile fare mktg, raggiungendo il tuo pubblico a costi sostenibili e con potenzialità inimmaginabili solo pochi anni fa: attraverso l'uso del web e dei social media.

Le parole da conoscere e declinare, oggi, che ci possono aiutare sono:

  • storytelling
  • branding
  • personal branding
  • customer experience
  • lead scoring

Non è un quiz, ma un'opportunità.

Sei curioso di saperne di più?

Scrivimi qui: info@casaimbastitacampus.it.

 

 

  Unknown

 

 

 

 


Quanto vali, quanto ti percepiscono?

Qui sotto vedi un bello schema che mi è capitato sott'occhio girando sulla rete molto interessante, molto vero.

Rappresenta il problema che hanno molti professionisti e molte aziende quando fanno le loro offerte.

Non conta cosa pensiamo noi ma conta cosa pensa il nostro pubblico di noi se però non riusciamo a far capire al pubblico il nostro valore è un problema grande. Un nostro problema, mai un problema dei clienti.

Soprattutto per le P.M.I. e per i professionisti conta molto anche quanto sei capace con attività di marketing costante riuscire a far percepire il tuo lavoro, prodotto o servizio.

Che cosa c'è intorno al tuo prodotto o servizio?

  • rispetto totale degli accordi?
  • puntualità?
  • risposte rapidissime?
  • pre vendita eccellente?
  • post vendita accurato?
  • tempi di consegna impeccabili?
  • assistenza di un certo tipo?
  • personale WOW?
  • garanzie eccellenti?

Ecco, tutte queste cose, spesso, magari le abbiamo, ma non siamo capaci a "venderle", non siamo capaci di "farle percepire" al cliente.

I punti che ho elencato a dire il vero, non sono così scontati, perché tantissime aziende e tantissimi professionisti te li raccontano ma poi, nella pratica non li applicano e quindi i clienti si trovano penalizzati, perché quando hanno acquistato hanno creduto alla favola del venditore e dell'esperienza d'acquisto eccellente.

Ecco, se i punti sopra, o altri che ti possono venire in mente e che sai essere importanti per il tuo mercato, sono veramente dei tuoi punti di forza devi assolutamente inserirli nel "pacchetto di vendita" enfatizzandoli, portando testimonianze e riscontri reali.

Il cliente non ha tempo da perdere e se non vogliamo essere paragonati sempre a delle commodity le nostre azioni di marketing devono puntare su tutto quello che gira intorno al nostro prodotto o servizio.

Ricordiamoci sempre che: il prezzo è ciò che il cliente paga, il valore è ciò che acquista.

Se sei certo di ciò che stai fornendo può essere utile imparare bene lo schema qui sotto perché a volte, non scendere a compromessi è vero che può farti rinunciare a qualche vendita ma sicuramente fa bene a te e ai clienti che sono disposti ad apprezzare quello che vali.

E' difficile farlo? Certamente che è difficile, altrimenti lo farebbero tutti.

Relazioni di fiducia, servizi e comunicazione sono il miglior marketing che una P.M.I. o un professionista possono fare.

E il prezzo e la qualità del prodotto? Bè, quello è scontato. Of course.

 

Percezione


I SOCIAL MEDIA, STRUMENTO DI BUSINESS O SOLO LUDICI?

Fare business con i social media: chimera o realtà?

Realtà, se ci rendiamo conto che è un lavoro.

Realtà, se sappiamo che ci vuole un budget.

Realtà, se sappiamo che per poter avere un pubblico che è disposto ad ascoltare i nostri messaggi pubblicitari dobbiamo fornirgli informazioni utili in modo gratuito, tante informazioni utili e ogni tanto, solo ogni tanto, qualche messaggio pubblicitario.

Realtà, per chi sa che il marketing significa "muoversi sul mercato", non stare fermi e il social media marketing non è veloce ... di più.

Realtà, se siamo costanti, se sperimentiamo, se non ci fa paura buttarci con il rischio di prendere qualche rumorosa cantonata.

Realtà, per molti, ma non per tutti, soprattutto non per quelli che non riescono a comprendere che i social o qualsiasi altro "aggeggio" sono strumenti non il fine.

I social vanno utilizzati non per l'idea che noi abbiamo di loro ma per quello per cui possono esserci utili.

Niente di più, niente di meno.

 

 

 


Accorda il sitar, go digital, inkspiration, in una parola: svegliamoci

Accorda il sitar, go digital e Faceboost: andate sul digitale sfruttando le opportunità che offre.

Oggi tutti i business son digitali: stiamo vivendo la digital disruption ma molta gente sta ancora dormendo. Fare business senza considerare il digitale è l'equivalente di continuare a ostinarsi a utilizzare i gettoni telefonici e le cabine invece che gli smartphone.

Eppure tanti, troppi imprenditori dormono: abbiamo sempre fatto così, cambiare? perché cambiare?. Lo dicono tutti, è sotto gli occhi di tutti: c'è stato un cambiamento strutturale del modo di fare impresa. Svegliamoci!

 

Di questo e di molto altro ne parliamo all'evento INKSPIRATION, prossima tappa in Puglia qui trovi i dettagli, creato in collaborazione con Valerio Tagliacarne, l'imprenditore CEO di INK che ha portato la sua pagina FB da 4.000 a 470.000 follower in due anni spostando l'asse del suo business sul digitale avendone dei benefici anche nel tradizionale e diventando un caso di studio.

Troppe persone dormono, tanti sono poco flessibili.

In questi giorni, come ho già scritto sui miei profili social, ho sentito persone che mi dicono che tra 4 anni FB morirà, ho sentito che i siti nei prossimi 10 anni sono destinati a sparire, ho sentito dire "Io ho ragione e tu hai torto" ... ho sentito!

4 anni, 10 anni, 1 anno nel mercato in cui viviamo, sono tempi lunghissimi. Oggi FB è vivo, i siti sono vivi: viva tutti questi strumenti.

Aggiungi qualche dubbio alle tue certezze (cit.Il magico mondo di Ameliè) e smettila di essere "certo", "granitico", "assoluto": viviamo in un mondo liquido e mutevole e dobbiamo imparare a surfare sopra montagne di budini, che cambiano forma costantemente.

Ma soprattutto: non dire mai "io ho ragione e tu hai torto" soprattutto quando parli del mercato e ad un cliente, farlo è un suicidio e anche molto cruento.

Se siamo assolutisti come faremo a sopravvivere nel futuro che cambia costantemente? Moriremo, è un assioma.

Gli strumenti, per chi si occupa di marketing, sono strumenti, non lo scopo. Sono strumenti per raggiungere lo scopo che è quello di rendere i clienti entusiasti trasformandoli in prosumer. 

Ma, come facciamo a rendere i clienti entusiasti se non siamo flessibili? Se non siamo capaci a comunicare? Se siamo certi delle nostre granitiche verità?

Sempre di più mi convinco che il prodotto e servizio contano veramente poco: certo, devono essere di grande qualità e a prezzi competitivi, ci mancherebbe, ma non è questo che fa la differenza.

Se non vuoi essere una commodity ed essere spazzato via, diventa uno specialista della comunicazione e della relazione di fiducia, per noi piccoli, la partita si gioca tutta qui, il resto... lo lasciamo alle multinazionali.

Il mantra di questo post è: usaglistrumentinonfarelostruzzo


Fare Marketing: disciplina e numeri, è il marketing

Lavoro in ambito mktg da oltre 30 anni e mia mamma, che ha passato gli 80, quando la vado a trovare mi dice sempre:"Vedo che sei bello grasso e quindi per mangiare, mangi, ma non ho ancora capito cosa fai di mestiere, mi sembra una cosa alla Mago Merlino".

Ed è così. Tutti parlano di marketing, pochi sanno cosa sia veramente.

E' di moda, un misto tra esoterismo e magia con tanta fuffa e truffa, questa è l'idea che ha la maggior parte delle persone.

Il marketing è quella cosa magica che ti fa agganciare i clienti a mandrie e ti permette di vendere miggggliardi di euro sul web mentre sorseggi un drink a bordo piscina guardando gli altri che lavorano. Questo è quello che sperano tante persone che si affacciano alla professione, pieni di bellissime teorie che funzionano nelle aule quando hai il latte alla bocca e la retta dell'università la pagano mamma e papà.

La vita e il mercato sono un'altra cosa: il marketer è in prima linea, un guerriero assaltatore che apre la strada alle truppe sul campo. Un infiltrato dietro le linee nemiche della concorrenza che fa un lavoro oscuro e dalle cui scelte dipendono, spesso, le sorti delle opportunità aziendali.

Il marketing serve ma, l'importante è che non ci sia da spendere e che non si debba pensare che sia un lavoro. Questo è quello che pensano le aziende che spesso non stanziano un euro di budget per realizzare attività programmate.

Purtroppo è un lavoro, un lavoro duro. Un lavoro fatto di tanta pazienza, indagini, analisi, test, statistiche lette e interpretate, proiezioni, programmazioni da fare e da mettere in pratica. La gente pensa che il marketer sia una specie di incantatore di serpenti che frequenta salotti, fiere, fa ricchi rimborsi chilometrici e si diverte come una jena mentre gli altri lavorano.

La gente pensa così e, per mia fortuna, anche tanti marketer "de noantri" lo pensano, per cui non si applicano, lavorano per finta e ottengono risultati "per finta". 

Fare marketing significa, sulla base dei piani mktg che riesci a realizzare, riuscire a farti dare il budget che serve dalla direzione finanziaria, che mai penserebbe di dedicare un budget specifico alla fuffa del mktg, perché ricordiamoci, vale sempre la sacra regola aurea: "No money, no party".

Fare marketing significa essere un passo avanti con le idee ma molto tradizionalista nelle relazioni interne perché, spesso, fare accettare campagne "diverse" o "innovative" nel mondo del "abbiamo sempre fatto così" è un'ardua impresa.

Fare marketing significa basare le scelte sui numeri e non sulla pancia per poi mettere tanta pancia dentro quello che ti raccontano i numeri.

Fare marketing è il più bel mestiere del mondo, insieme a quello del venditore, se conosci le regole del gioco e giochi per vincere e non per partecipare.Fare marketing significa assumersi a priori la responsabilità di un eventuale insuccesso e mettere subito in campo gli strumenti per migliorarsi.

Questo post lo scrivo perché lo farò vedere ai ragazzi che abbiamo selezionato la prossima settimana durante i colloqui che faremo per un marketer junior da inserire nel nostro organico, perché abbiano ben chiara una cosa: quello che impari all'università non serve a niente se non sei disposto ad accettare le regole del gioco, a sputare lamette, a metterti in discussione sempre e in ogni momento.

In effetti, un po' ha ragione mia mamma: fare marketing significa sentirsi un po' come Mago Merlino ma senza la sfera di cristallo, per fortuna c'è excel, ci sono i c.r.m. e tanta pazienza analitica.

 

#casaimbastitacampus #solodanoi 

 

Il mantra di questo post è: marketerèsempremarketerèsempre

 

                                                                    Sfera

 


CASA IMBASTITA CAMPUS SELEZIONA MARKETER JUNIOR AREA VENETO

CASA IMBASTITA CAMPUS CERCA UN MARKETER JUNIOR PER L'AREA VENETO

Vuoi lavorare con noi o conosci qualcuno che pensi possa avere le caratteristiche che cerchiamo?


Per la nostra area Veneto stiamo selezionando una figura di marketer junior da inserire nel nostro staff marketing e commerciale.
Sede di lavoro: Padova


La figura prescelta sarà inserita in staff alla direzione mktg e commerciale e supporterà il responsabile di area nello sviluppo di tutte le attività dell’area con compiti anche di supporto al mktg centrale.


Caratteristiche richieste:


• Laurea in management e marketing o altro titolo di studio equivalente
• Conoscenza della linqua inglese, del pacchetto office e dei principali tool operativi per marketer
• Attitudini social
• Ottime attitudini comunicative
• Capacità e voglia di instaurare relazioni di fiducia con le persone
• Curiosità, voglia di osare e sperimentare
• Consapevolezza che quello imparato all’università, seppur importante, ha poco valore per il mondo del lavoro reale.
• Attitudine al lavoro in gruppo in ambiente altamente competitivo
• Determinazione, organizzazione, fanatismo per precisione, numeri, dati e statistiche
• Capacità di gestire lo stress e ritmi di lavoro duri e pressanti
• Flessibilità e disponibilità a mettersi in discussione e dare il proprio personale contributo al gruppo.
• Avere la potenzialità di essere una “mucca viola” e dimostrare di poterlo essere
• Allegria e voglia di divertirsi
• Disponibilità a brevi ma frequenti trasferte in Italia
• Ambizione e voglia di realizzarsi professionalmente in un mondo dinamico e liquido


Si offre:


• Stage retribuito di 6 mesi con opportunità di inserimento a tempo indeterminato e retribuzione in parte fissa e in parte variabile
• Formazione continua e piano di crescita personale
• Lavoro durissimo ma divertente e mai uguale a se stesso
• La possibilità di crescere, una volta inserito/a, in funzione delle capacità dimostrate e dei risultati ottenuti
• Ambiente giovane, dinamico
• Possibilità di dimostrare fin da subito le proprie capacità e il proprio spirito d’iniziativa.
Non è richiesta esperienza.
La ricerca è rivolta ad ambo i sessi.

Gli interessati possono inviare dettagliato cv completo di foto e lettera di motivazione all’indirizzo personale@casaimbastitacampus.it

Importante: contestualmente all’invio del cv è necessario richiedere il collegamento su linkedin, e fb al direttore marketing dell’azienda.

Se non stai realizzando i tuoi sogni, non stai realizzando la tua vita.

 

Unknown


Coca-Cola ritorna al passato, rivoluzione marketing

Una grande rivoluzione nella strategia marketing dell'imperatore del marketing per antonomasia: Coca-Cola

Ieri Coca-Cola ha presentato a Parigi, in grande spolvero, la sua nuova strategia di mktg lanciata sotto l'hastag #TasteTheFeeling, leggi qui l'interessante articolo di Mirko Pallera di Ninja Marketing in cui si descrive l'evento.

Le parole dette da Marcos De Quinto, Chief Marketing Officer:

"Il brand Coca-Cola è il paradigma del marketing. E' il brand con la B maiuscola. Siamo d'esempio per tutti i marketer del mondo. Abbiamo una grande responsabilità. Non solo quando ci prendiamo cura del brand ma anche quando dobbiamo farlo evolvere. Dal 1886 siamo sempre stati qui..."

Quanto afferma De Quinto è vero, loro sono i numeri uno, sono "la storia che si evolve" e il fatto di ritornare all'origine, compattando il brand con un unico posizionamento sotto gli stessi valori, attraverso la campagna "taste the feeling" dimostra che la tentazione di estendere il valore del proprio marchio diversificando è irresistibile e tenta tutti, compresa Coca-Cola.

Coca-Cola, il leader, che dopo 7 anni, infatti la strategia di mktg adottata fino a ieri da Coca-Cola risale al 2009, "ritorna al passato" : focalizzazione e specializzazione e messaggio unico per tutti i quattro marchi del brand: Coca-Cola, Coca-Cola Light, Coca-Cola Zero e Coca-Cola Life raggruppati in un'unica campagna di comunicazione mondiale denominata Taste the Feeling.

Quattro prodotti, una strategia di marketing unica.

Questo è un avvertimento e una traccia per tutti noi marketer di piccole e medie imprese anche se, in fondo, Coca-Cola, considerando che è "leggermente" leader nel suo settore di riferimento ;-), può fare un po' quello che vuole, noi dobbiamo osservare, studiare, imparare e trarre il massimo dai nostri piccoli budget.

 

 

 

 

 

 

 

E qui, last but not least, sempre in linea con il nuovo format, il "velato" ma non troppo, tributo a David Bowie, i ragazzi di Coca-Cola, indiscutibilmente, sono sempre "sul pezzo", un esempio:

 

 

 

Voi cosa ne pensate, è soprattutto le vostre strategie di marketing cosa prevedono?

Il mantra di questo post è: #TasteTheFeeling #solodanoi #casaimbastitacampus


Le aziende, lo sfruttamento e la sostenibilità sociale.

Le aziende produttrici devono essere etiche, ma anche noi consumatori lo dobbiamo essere.

Non e' pensabile acquistare abiti e accessori di abbigliamento a costi che, oggettivamente, non possono coprire né i costi di produzione né quelli di distribuzione.

Com'è possibile poter praticare prezzi così bassi? Ce lo racconta questo filmato, che mette, ognuno di noi, in qualità di consumatore consapevole, di fronte alla realtà e alla possibilità di scelta: confermare l'acquisto o donare per far migliorare le condizioni di vita delle persone coinvolte in queste turpi operazioni di schiavismo e di sfruttamento?

La responsabilità di questa infamia è delle aziende che sfruttano queste situazioni, certamente, ma anche di noi consumatori che, pur conoscendo, acquistiamo facendo finta di non sapere, facendo finta di non vedere.

L'operazione di guerrilla marketing mostrata in questo filmato è bellissima, è un esperimento sociale importante e dimostra che rendere i consumatori consapevoli aiuta a fare scelte etiche e corrette, nel rispetto di una filiera produttiva sana, consapevole e sostenibile.

Mi piace, il messaggio che lancia, mi piace la reazione dei consumatori.  

Io sto lavorando da un po' di tempo con aziende nel mondo della moda. Belle aziende, italiane, che fanno proprio questo modo di pensare: etico, sostenibile, sociale.


Sono convinto che il futuro sarà per le aziende che contribuiranno a migliorare il proprio ambiente con l'utilizzo di materiali ecosostenibili, nel rispetto della dignità dei lavoratori e che lavoreranno per la creazione di un mondo migliore.

Si può fare e alcune aziende "virtuose" e italiane esistono e stanno lavorando in questo senso. E' un piacere e un onore lavorare con loro per creare un mondo migliore, un mondo italiano.

#solodanoi #casaimbastitacampus 

 

 

 

Il mantra di questo post è: l'eticanonèunopinione


Per vendere, il prodotto non conta niente.

Per vendere, il prodotto non conta niente. Non è il prodotto la cosa su cui puntare per conquistare mercati ed essere competitivi.

Affermazioni pesanti, che fanno inorridire tutti quelli che orientano tutta la loro comunicazione sul prodotto, sulla qualità, sulla competenza: non servono, non servono, non servono.

Se sei arrivato a leggere fin qui senza avermi insultato troppo, ti racconto il mio punto di vista:

Il prodotto o servizio dev'essere "naturalmente" e "assolutamente" ottimo e perfetto, ma nel mondo in cui viviamo oggi tutti fanno prodotti ottimi, tutti hanno prezzi ottimi e tutti sono in grado di dare servizi ottimi: lo avrai sentito migliaia di volte, viviamo in un mondo simile, fatto di aziende simili, prodotti simili, lavoratori simili, prezzi simili. 

Impostare le tue strategie di mktg sul prodotto e la comunicazione sulla qualità dei tuoi servizi, se sei una piccola azienda, è un suicidio: non è differenziante e i messaggi, si perderanno nel mare magnum della comunicazione, sovrastati dai colossi che hanno budget importanti e uffici marketing corazzati, i quali possono permettersi di alzare la voce come mai, noi piccole aziende potremo fare.

Per prosperare, oggi, dobbiamo trovare la nostra nicchia, presidiarla e far vivere esperienze d'acquisto uniche ai nostri clienti. Esperienze che vadano oltre la semplice logica d'acquisto. Il budget di marketing dev'essere impostato su questo, non sul prodotto.

Non necessariamente far vivere esperienze positive ai clienti vuol dire spendere grandi cifre. Significa prima di tutto coinvolgere il tuo personale nel processo di vendita e di soddisfazione del cliente per fare in modo che il cliente sia coinvolto a 360° da tutti in azienda.

Spazi, ambiente, accoglienza, pre vendita, post vendita, tono, umore rappresentano la cornice all'interno del quale il cliente troverà anche il prodotto o servizio.

E' la cosa più complicata da ottenersi, ma molto semplice: il miglior investimento di marketing che tu possa fare è quello sull'addestramento al tuo personale ai valori, alla mission, alla vision aziendale, dove il cliente, anzi, il Signor Cliente, è al centro di tutto.

Le aziende non sono fatte di capannoni, tecnologia, brevetti, macchinari. Sono fatte di persone che vivono i capannoni, di persone che applicano e inventano la tecnologia, di persone che studiano i brevetti, di persone che fanno andare i macchinari. Persone, persone, persone.

Investire nelle persone è il migliore investimento che ognuno di noi possa fare, prima di qualsiasi campagna di marketing, prima di qualsiasi altra idea.

Cosa ne pensi al proposito?

Il mantra di questo post è: sceglileprioritaeapplica

 

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Il C.R.M. questo strumento mitologico per i marketer, inutile per tutti gli altri

Il C.R.M. acronimo di Customer Relationship Management è il sogno di ogni marketer, il dolore di ogni imprenditore.

Sono veramente poche le p.m.i. che riescono a introdurne uno utile e condiviso da tutti in azienda. Perchè non si riesce a introdurre il C.R.M. nelle nostre aziende?

Ce ne parlerà il 14 gennaio Giovanni De Carli durante una Master Lecture a margine del modulo vendite del Campus Veneto. 

La master è gratuita clicca qui per vedere il programma e prenotare il tuo posto

 

C.R.M. CUSTOMER RELATIONISHIP MANAGEMENT, STRUMENTO MITOLOGICO: SERVE A TUTTI, MA POCHI SANNO COS'E'

La maggior parte delle persone pensa che il C.R.M. sia un software, questo è il motivo per cui è complicato e difficile inserirlo e farne un utile strumento di lavoro. In molte aziende, spesso, è visto come uno strumento che “appesantisce” il lavoro e come un sistema di controllo del management nei confronti dei collaboratori.


In realtà la filosofia del C.R.M. Il cui acronimo si può tradurre con “Gestione della relazione con i clienti” mette al centro dell’azienda il cliente in modo da garantirgli un servizio eccellente e la percezione che l’azienda sia al suo servizio al 100%.


Il software C.R.M. è lo strumento che un’azienda usa per mettere in pratica la filosofia, se si comprende questo si riuscirà a farne apprezzare le potenzialità a tutti i livelli dell’azienda, snellendo i processi, migliorando il flusso di informazioni e avendo sotto mano tutti i dati che servono per far vivere al cliente esperienze d’acquisto e di gestione eccellenti.


Ce ne parlerà il 14 gennaio alle 17.30, a Cornuda, Giovanni De Carli, FormAttore ed esperto della materia.

Quando
14 Gennaio 2016
Costi
Il corso è gratuito.
Dove
Auditorium Tipoteca
Via Canapificio, 1
31041 Cornuda (TV)

Orari
L’evento sarà dalle 17.30 alle 19.30

Il mantra di questo post è: crmsolodanoicrmsolodanoi

 

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