Quanto vali, quanto ti percepiscono?

Qui sotto vedi un bello schema che mi è capitato sott'occhio girando sulla rete molto interessante, molto vero.

Rappresenta il problema che hanno molti professionisti e molte aziende quando fanno le loro offerte.

Non conta cosa pensiamo noi ma conta cosa pensa il nostro pubblico di noi se però non riusciamo a far capire al pubblico il nostro valore è un problema grande. Un nostro problema, mai un problema dei clienti.

Soprattutto per le P.M.I. e per i professionisti conta molto anche quanto sei capace con attività di marketing costante riuscire a far percepire il tuo lavoro, prodotto o servizio.

Che cosa c'è intorno al tuo prodotto o servizio?

  • rispetto totale degli accordi?
  • puntualità?
  • risposte rapidissime?
  • pre vendita eccellente?
  • post vendita accurato?
  • tempi di consegna impeccabili?
  • assistenza di un certo tipo?
  • personale WOW?
  • garanzie eccellenti?

Ecco, tutte queste cose, spesso, magari le abbiamo, ma non siamo capaci a "venderle", non siamo capaci di "farle percepire" al cliente.

I punti che ho elencato a dire il vero, non sono così scontati, perché tantissime aziende e tantissimi professionisti te li raccontano ma poi, nella pratica non li applicano e quindi i clienti si trovano penalizzati, perché quando hanno acquistato hanno creduto alla favola del venditore e dell'esperienza d'acquisto eccellente.

Ecco, se i punti sopra, o altri che ti possono venire in mente e che sai essere importanti per il tuo mercato, sono veramente dei tuoi punti di forza devi assolutamente inserirli nel "pacchetto di vendita" enfatizzandoli, portando testimonianze e riscontri reali.

Il cliente non ha tempo da perdere e se non vogliamo essere paragonati sempre a delle commodity le nostre azioni di marketing devono puntare su tutto quello che gira intorno al nostro prodotto o servizio.

Ricordiamoci sempre che: il prezzo è ciò che il cliente paga, il valore è ciò che acquista.

Se sei certo di ciò che stai fornendo può essere utile imparare bene lo schema qui sotto perché a volte, non scendere a compromessi è vero che può farti rinunciare a qualche vendita ma sicuramente fa bene a te e ai clienti che sono disposti ad apprezzare quello che vali.

E' difficile farlo? Certamente che è difficile, altrimenti lo farebbero tutti.

Relazioni di fiducia, servizi e comunicazione sono il miglior marketing che una P.M.I. o un professionista possono fare.

E il prezzo e la qualità del prodotto? Bè, quello è scontato. Of course.

 

Percezione


I SOCIAL MEDIA, STRUMENTO DI BUSINESS O SOLO LUDICI?

Fare business con i social media: chimera o realtà?

Realtà, se ci rendiamo conto che è un lavoro.

Realtà, se sappiamo che ci vuole un budget.

Realtà, se sappiamo che per poter avere un pubblico che è disposto ad ascoltare i nostri messaggi pubblicitari dobbiamo fornirgli informazioni utili in modo gratuito, tante informazioni utili e ogni tanto, solo ogni tanto, qualche messaggio pubblicitario.

Realtà, per chi sa che il marketing significa "muoversi sul mercato", non stare fermi e il social media marketing non è veloce ... di più.

Realtà, se siamo costanti, se sperimentiamo, se non ci fa paura buttarci con il rischio di prendere qualche rumorosa cantonata.

Realtà, per molti, ma non per tutti, soprattutto non per quelli che non riescono a comprendere che i social o qualsiasi altro "aggeggio" sono strumenti non il fine.

I social vanno utilizzati non per l'idea che noi abbiamo di loro ma per quello per cui possono esserci utili.

Niente di più, niente di meno.

 

 

 


Il gatto di marmo e il leone da tastiera

Oggi vi parlo di due animali che popolano le praterie e le foreste del business: Il gatto di marmo e il leone da tastiera.

Il gatto di marmo vive in un habitat molto particolare, quello della palude dell'immobilismo. E' un animale docile, che ha un bellissimo portamento, pelo folto e occhi piccoli, un po' infossati, i padiglioni auricolari non sono sviluppati per cui possiamo dire che non ci vede e non ci sente bene.

Ha grandi idee e sviluppa piani di continuo che non realizza mai. Il gatto di marmo non è molto agile e quando parte per mettersi in azione oramai è troppo tardi, il suo habitat è cambiato e le condizioni sono diverse da come le aveva previste. Il gatto di marmo ha una peculiarità: è sempre uguale a se stesso ed è così statico da non accorgersi di essere già morto, marmorizzato.

Il secondo esemplare che voglio descrivervi è il famosissimo leone da tastiera, un grande animale dall'aspetto imponente e terrificante nei modi, nei metodi e nell'efficacia. Il leone da tastiera è veramente l'animale che tutti vorremmo avere a fianco: tempestivo, ambizioso, magnanimo, competente, ne sa una più del tavolo e, da dietro la tastiera dispensa consigli giustissimi, incensa, punisce, critica e lusinga. Il leone da tastiera è un mito... fino a che sta dietro la tastiera. Il leone da tastiera subisce una mutazione genetica non appena lo tiri fuori da dietro la tastiera e lo metti sul campo, di cui sempre parla, per cui ha sempre una sentenza e un'idea intelligente. 

Il leone da tastiera una volta esposto a un ambiente diverso dal suo habitat naturale, la tastiera appunto, implode, diventa piccolo e cerca di mimetizzarsi con grande affanno e rumore dietro il primo filo d'erba che incontra nella prateria della vera vita e del vero mercato. Non trovando fili d'erba escogita un comportamento geniale: si finge morto, cadendo in uno stato catatonico estremo durante il quale i nemici, passandogli accanto lo ignorano, pensando appunto che sia morto.  Nella maggior parte dei casi, il leone da tastiera, una volta esposto alle intemperie e ai normali accadimenti della vita muore davvero, senza lasciare traccia, sparendo velocemente alla vista e alla memoria di chi tutti i giorni lotta nella savana per sopravvivere.

Il gatto di marmo e il leone da tastiera sono complementari e a volte si accoppiano carnalmente dando vita all'esemplare più maestoso dell'universo: Il quaqquaraquà tartufato, ma questa è un'altra storia che vi racconterò con un altro post.

Amen, fine della storia.

Oggi va così, dopo un po' di bicchieri e di buon cibo le storie non mi vengono benissimo, o si?

Il mantra di questo post è: alzailculoedattiunamossacheilbudgetcorre   e leoni da tastiera e gatti di marmo ce li magnamo a colazione

 

Unknown

 

Unknown-1


La vita non è un giardino di orchidee

La vita non è un giardino di orchidee, lo sanno tutti, lo deve avere sempre in mente chi fa il mio mestiere avendo il privilegio di guidare delle persone.


Sto vivendo un momento personale difficile per alcuni problemi importanti di salute non miei ma in famiglia, come capita a tanti, come capita, prima o poi, a tutti. Problemi che ti distraggono da tutto e che ti rodono il cuore. Ieri, un caro amico imprenditore, che conosce la mia situazione, ha sentito una mia telefonata a un altro cliente e poi mi ha detto:" Ma come fai, ad essere sempre così allegro e positivo, ti droghi?".


Non lo sono. E lo sa bene chi mi sta vicino, Maria Elena, Mattia e Valerio, lo sanno bene che non sono sempre positivo e sono pieno d'ansie e di paure, come tutti, ci sono momenti in cui, nei momenti più bui piango in silenzio, per far scorrere le emozioni, per liberare la mente. Grazie a voi,Maria Elena, Valerio, Mattia, non avete idea di quanto siete importanti per la mia salute mentale :-)


Ma tutto questo: le mie ansie, le mie sfighe, ai miei clienti, alle mie persone, non interessa, non deve interessare: loro hanno già i loro problemi e non posso pensare di pretendere di vendergli anche i miei.


A volte è una sofferenza terribile sorridere quando tutto intorno a te ti dice che non c'è un cazzo da sorridere, ma si può fare, si fa. Si fa non perché si è dei pazzi o dei martiri o degli incoscienti. Si fa perché è la cosa giusta da fare. Si fa perché le tue persone ti guardano e si aspettano da te motivazione e coinvolgimento e non paura e sofferenza.

Riuscire a essere positivi, non dico sempre, ma nella maggior parte delle situazioni, farà in modo che le persone intorno a te ti aiutino, si stringano intorno a te e siano disposte a soffrire con te, se serve, e a volte serve, caspita se serve!


Riuscire ad essere positivi a guardare avanti ti permette di gestire le situazioni più difficili senza impazzire e ti permette di fare le scelte, anche le più difficili, consapevoli che ... panta rei, a prescindere.


forzaonorecolore e avanti.

 

Images


Non si lascia indietro nessuno

Questa mattina vi propongo un filmato bellissimo e per me molto evocativo.


Se sei fedele allo scopo, se condividi gli ideali, se hai dimostrato di far parte del gruppo, il gruppo non ti abbandona. In un gruppo non si lascia indietro nessuno.


Un gruppo è un sistema di persone esclusivo dove ci si aiuta, ci si difende e ci si protegge l'un l'altro.  I componenti del gruppo conoscono le regole del gruppo, le condividono, le applicano e questo garantisce loro un privilegio che chi non fa parte del gruppo non ha: un gruppo non lascia indietro nessuno dei suoi membri.

Ma costruire gruppi è difficile e molto complicato, affinché un gruppo diventi coeso, unito e compatto servono, sacrifici, defezioni, rallentamenti, risse, pianti, sorrisi, scelte a volte dolorose, ripartenze.

Costruire un gruppo richiede anni, non settimane o mesi.

A volte, noi imprenditori, presi dalla necessità di correre dietro ai budget, dall'obbligo di far quadrare i bilanci dimentichiamo quanto sia difficile promuovere costantemente valori e ideali e non interveniamo prontamente per fare andare bene le cose, per fare i correttivi che servono quando i segnali ti dicono che devi intervenire. A volte ci facciamo andare bene le cose, perché siamo stanchi o distratti, e pensiamo che il meno peggio sia comunque una soluzione accettabile, dalle mie parti si dice:" Piuttosto che niente è meglio piuttosto".

E' vero, piuttosto che niente è meglio piuttosto, ma se vuoi essere performante non funziona così, alla lunga non può funzionare, il meno peggio è un buco camuffato che prima o poi si scollerà creando un danno a tutto il gruppo.

Per costruire gruppi vincenti è necessario che tutti i componenti del gruppo condividano e vivano i valori su cui il gruppo è stato fondato. La promozione costante dei nostri valori è il lavoro, è il nostro lavoro.

Non barattare mai i tuoi valori per del fatturato, solo così riuscirai a costruire gruppi che ti aiutino a realizzare i tuoi sogni.

Buona giornata a tutti i guerrieri e guerriere che hanno il privilegio di guidare dei gruppi e che sanno cosa significa non dormire la notte per cercare di far andare bene le cose non scendendo a compromessi con i propri valori.In marcia esploratori e buona caccia.


#forzaonorecolore #casaimbastita #solodanoi

 

 

 


Apriamo i cassetti dei nostri sogni. Buon 2017

Aprire i cassetti dei sogni non costa di più che non farlo. Provare a realizzare i propri sogni costa coraggio, non molto di più.


Che questo 2017 che inizia oggi, sia l'anno del coraggio, perché tutti, ognuno di noi, ci meritiamo una vita all'altezza dei sogni che abbiamo.


Prendiamoci del tempo per noi e per le persone per noi importanti, perché se noi stiamo bene un bel pezzo del lavoro è fatto.


Buon 2017 a tutti noi e buone avventure.

 

solodanoi #forzaonorecolore #2017 1


La piramide di Maslow è morta navighiamo sul budino

La piramide di Maslow è morta, navighiamo sul budino: è la fine della piramide di Maslow.


La famosa piramide dei bisogni di Maslow su cui si sono basate tante strategie di mktg è morta, la piramide di Maslow è viva.


E' il paradosso del mercato moderno, i principi su cui Maslow basò i suoi studi sono ancora reali solo che oggi la piramide non è più stabile, granitica, oggi è simile a un budino tremolante, su cui è necessario saper surfare per mantenere l'equilibrio sullo status raggiunto.


Sono cambiate le esigenze delle persone e non esiste più la stabilità, oggi sei al vertice della piramide e domani sei rotolato rovinosamente in basso.

Una volta era molto difficile che questa cosa succedesse: una volta, raggiunto uno status dovevano succedere cose terribili per scendere i gradini della piramide. Oggi no. Oggi la normalità è la fluttuazione, l'instabilità.
Le imprese, le persone, le strategie di mktg devono tenere conto di questo nuovo scenario che oramai è strutturale e non dovuto a una crisi che passerà.


Ne parlerò il 10 gennaio a Padova durante un evento gratuito in cui si dibatterà di mktg, di resilienza e di strategie di "sopravvivenza" in un mercato sempre più liquido. Per maggiori informazioni e per prenotare il tuo posto scrivi a: info@casaimbastitacampus.it o clicca sul link di iscrizione


#casaimbastitacampus #solodanoi

 

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Accorda il sitar, go digital, inkspiration, in una parola: svegliamoci

Accorda il sitar, go digital e Faceboost: andate sul digitale sfruttando le opportunità che offre.

Oggi tutti i business son digitali: stiamo vivendo la digital disruption ma molta gente sta ancora dormendo. Fare business senza considerare il digitale è l'equivalente di continuare a ostinarsi a utilizzare i gettoni telefonici e le cabine invece che gli smartphone.

Eppure tanti, troppi imprenditori dormono: abbiamo sempre fatto così, cambiare? perché cambiare?. Lo dicono tutti, è sotto gli occhi di tutti: c'è stato un cambiamento strutturale del modo di fare impresa. Svegliamoci!

 

Di questo e di molto altro ne parliamo all'evento INKSPIRATION, prossima tappa in Puglia qui trovi i dettagli, creato in collaborazione con Valerio Tagliacarne, l'imprenditore CEO di INK che ha portato la sua pagina FB da 4.000 a 470.000 follower in due anni spostando l'asse del suo business sul digitale avendone dei benefici anche nel tradizionale e diventando un caso di studio.

Troppe persone dormono, tanti sono poco flessibili.

In questi giorni, come ho già scritto sui miei profili social, ho sentito persone che mi dicono che tra 4 anni FB morirà, ho sentito che i siti nei prossimi 10 anni sono destinati a sparire, ho sentito dire "Io ho ragione e tu hai torto" ... ho sentito!

4 anni, 10 anni, 1 anno nel mercato in cui viviamo, sono tempi lunghissimi. Oggi FB è vivo, i siti sono vivi: viva tutti questi strumenti.

Aggiungi qualche dubbio alle tue certezze (cit.Il magico mondo di Ameliè) e smettila di essere "certo", "granitico", "assoluto": viviamo in un mondo liquido e mutevole e dobbiamo imparare a surfare sopra montagne di budini, che cambiano forma costantemente.

Ma soprattutto: non dire mai "io ho ragione e tu hai torto" soprattutto quando parli del mercato e ad un cliente, farlo è un suicidio e anche molto cruento.

Se siamo assolutisti come faremo a sopravvivere nel futuro che cambia costantemente? Moriremo, è un assioma.

Gli strumenti, per chi si occupa di marketing, sono strumenti, non lo scopo. Sono strumenti per raggiungere lo scopo che è quello di rendere i clienti entusiasti trasformandoli in prosumer. 

Ma, come facciamo a rendere i clienti entusiasti se non siamo flessibili? Se non siamo capaci a comunicare? Se siamo certi delle nostre granitiche verità?

Sempre di più mi convinco che il prodotto e servizio contano veramente poco: certo, devono essere di grande qualità e a prezzi competitivi, ci mancherebbe, ma non è questo che fa la differenza.

Se non vuoi essere una commodity ed essere spazzato via, diventa uno specialista della comunicazione e della relazione di fiducia, per noi piccoli, la partita si gioca tutta qui, il resto... lo lasciamo alle multinazionali.

Il mantra di questo post è: usaglistrumentinonfarelostruzzo


Molla le zavorre e prendi il volo

Hai mai avuto la sensazione di essere zavorrato per terra, con un quintale di piombo che ti blocca?

Come quelle mongolfiere al cui cestello sono attaccati sacchi di sabbia per impedirle di prendere il volo, come questa che vedi nella foto

Unknown

 

La zavorra dà sicurezza, tiene ferma la mongolfiera ma, la mongolfiera è fatta per volare non per stare piantata a terra.

La metafora è quella dei nostri sogni, che spesso sono zavorrati e non si riesce a capire come mai non si realizzano, non si riescono a vedere grandi progressi, e fai una fatica immane, giorno dopo giorno. 

Guarda la zavorra e accertati, soprattutto se lavori con altre persone e sei a capo di un gruppo: ho dato, sto dando tutto il supporto che serve per far si che la mongolfiera decolli?

Mi sono messo a disposizione del gruppo per fare in modo che tutti possano crescere in funzione dei loro desideri e dei loro obiettivi?

Ho esaminato il mio processo cercando le falle, sapendo ed essendo conscio che, per far crescere le persone servono anni e non mesi o settimane? 

E' vero, come racconto sempre in classe nel modulo "ottieni risultati dagli altri" la velocità di un'azienda o di un reparto è data dalla velocità dell'elemento più lento, non dalla media delle velocità. Pertanto è inutile fare i "fenomeni" cercando di dimostrare quanto si è bravi, è inutile pensare di essere veloci quanto nel gruppo ci sono elementi lenti. La corretta strategia è quella di mettersi a disposizione e aiutare tutti, nel gruppo a crescere. Questo è quello che c'è da fare, senza scuse, senza se e senza ma.

Però, se dopo aver fatto un'analisi e un esame di coscienza, sapendo che sarà comunque difficile far crescere anche altre persone, le cose non vanno come vuoi tu e la realizzazione dei tuoi sogni è ancora lontana, deciditi e molla la zavorra perché le mongolfiere sono fatte per volare non per stare attaccate al terreno.

Mancano pochi mesi all'inizio del nuovo anno, i budget dovrebbero essere già stati fatti o sono in via di definizione. I budget però non servono a nulla se le persone che devono realizzarli non ne sono convinte o, peggio ancora, li vivono come un'imposizione.

Non ci sono punti di vista giusti o sbagliati, ci sono punti di vista diversi e sui sogni, in qualsiasi gruppo, sopratutto in chi è al vertice del gruppo, i punti di vista devono coincidere o quanto meno essere molto affini.

In questa fase dell'anno più che i budget contano i desiderata delle tue persone e gli impegni concreti che loro prenderanno per realizzare i loro sogni, non i tuoi e se succedesse che i loro sogni sono diversi o troppo lontani dai tuoi, non devi abbatterti, non devi arrabbiarti, semplicemente dovresti fare delle scelte, perché non puoi pretendere che le persone abbiano la voglia e i desideri che hai tu ma, d'altronde, non puoi nemmeno accettare di non prendere il volo quando il tuo sogno è volare.

Il mantra di questo post è: nontarparelealinonfartitarpareleali

 

 

Unknown


Godiamoci il tempo che ci è concesso

"Perciò è detto che se conosci gli altri e te stesso non sarai in pericolo anche in centinaia di battaglie. Se non conosci gli altri ma conosci te stesso, ne vincerai una e ne perderai l'altra. Se non conosci né te stesso né gli altri ogni battaglia ti sarà letale". Sun Tzu, L'arte della Guerra.

Una frase semplice di un libro semplice ma molto complesso, conoscere se stessi e gli altri non solo per vincere le battaglie che tutti i giorni la vita ci propone ma per sopravvivere, dove la parola sopravvivenza significa, per me, "vivere sopra", vivere meglio.

E' indubbio, le nostre vite sono problematiche e ogni giorno, dietro l'angolo può arrivare una sorpresa, spesso spiacevole, più raramente positiva.

Riuscire ad essere distaccati non è possibile, non è credibile. Riuscire a prendere le "sorprese" per quello che sono: accadimenti della vita è invece possibile.

Richiede un grande lavoro interiore. Ci sono diversi modi di fare questo lavoro interiore: facendosi aiutare da qualcuno, studiando, leggendo, meditando, credendo in qualche dio, osservando. Ognuno può fare come meglio crede, negli ultimi anni ho osservato e lavorato con tantissime persone e posso constatare un legame comune tra tutte le persone equilibrate e che sembrano vivere una vita piena: hanno lavorato e stanno lavorando su se stesse, tutte.

Le persone che riescono a vivere la vita con una certa leggerezza, nonostante, a volte, mostruose difficoltà, sono persone che: si sono perdonate, sanno perdonare, sono profondamente emotive, godono di piccoli piaceri e si gratificano quando ottengono risultati per loro importanti.

L'emotività, spesso tacciata come sintomo di debolezza, è secondo me il simbolo della vera forza: le persone emotive riescono ad essere più empatiche, a entrare meglio nel film, riescono ad instaurare relazioni migliori.

L'emotività va coltivata, non è lacrime e tenerezza, è riuscire a pesare quello che succede e avere il giusto stato d'animo.

Impariamo a sorridere, perché tanto non sopravviveremo a noi stessi e non ha molto senso sprecare il poco o tanto tempo che abbiamo vivendo male, perennemente arrabbiati o insoddisfatti di quello che abbiamo o facciamo.

Non è facile, bisogna lavorarci tutti i giorni, in maniera consapevole all'inizio fino a che diventerà un automatismo.

Io ci sto lavorando su e ho trovato alcuni metodi che mi aiutano a provare a godermi al meglio il tempo che mi è concesso.

Tu cosa stai facendo e come ci stai lavorando?

Il mantra di questo post è: sorridiperdavvero

 

Unknown